martedì 13 marzo 2018

PASQUA, PRIMAVERA E PESCE D'APRILE (cartoline vintage)

L'ulivo Benedetto

Giovanni Pascoli

Oh, i bei rami d’ulivo! chi ne vuole?
Son benedetti, li ha baciati il sole.
In queste foglioline tenerelle
vi sono scritte tante cose belle.
Sull’uscio, alla finestra, accanto al letto
metteteci l’ulivo benedetto!
Come la luce e le stelle serene:
un po’ di pace ci fa tanto bene.


Questo è un post dedicato alle graziose quanto evocative cartoline di Pasqua o le illustrazioni della primavera contenute nei libri di lettura delle elementari.


I più temerari potrebbero perfino stampare su cartoncino le cartoline, che vanno però prima ridimensionate, e applicarvi sopra un pò di porporina argento per far scrivere la "letterina" datrovare poi, con grande meraviglia sotto il piatto a Pasqua.


 


















martedì 28 aprile 2015

L'alfabetiere


Dei nostri anni preferiti perfino i quaderni sembravano avere quel qualcosa che....
La carta era più morbida al tatto, non lucida come quella di oggi e l'inchiostro di cui erano fatte le righe o i quadretti  stampati quasi si spandevano creando un leggero alone.
Era un piacere scriverci e, a meno di non comprare quaderni più costosi, quelli di oggi non consentono un agile scrittura ai bambini e il tratto della penna spesso si  spezza.
Noi, della generazione dei cerchi e delle aste,  prima di passare alle lettere vere e proprie, offrivamo fieri ai nostri insegnanti le pagine aperte dei nostri quaderni mostrando loro che tra 30 "v" c'è n'era una che era venuta troppo bene.
Ci servivamo per disegnare questi capolavori del prezioso alfabetiere che indicava in alcuni casi perfino il verso del tratto per fare una "a" una "b" o una "c" e come alzare la "gambetta" per farle collegare tra di loro.




Sfido chiunque, oggi ma anche allora, a disegnare una "G"  o una "Z" maiuscola fatta bene senza dover spiare le indicazioni date da questi preziosissimi supporti.
E la "A"? Con quel graziosissimo ciuffetto che la faceva somigliare ad una graziosissima caricatura di Macario?
http://italiacolorizzata.tumblr.com/

Molto belle erano anche le schede appese alle pareti degli asili o delle prime elementari con i quattro modi di disegnare una lettera e un disegno per assimilarle più facilmente. I disegni erano spesso realizzati ad acquerello ed erano fatti da illustratori professionisti capaci di raggiungere l'immaginario dei bambini regalando loro dei veri capolavori









venerdì 20 marzo 2015

Pulcinella di plastica che batte le mani

Ho appena pubblicato queste foto in quest'altro mio blog dedicato a Pulcinella ma dato l'argomento penso sia adatto anche per parlarne qui.
Per quei (pochi) di voi che non lo conoscono si tratta di un semplice giocattolo che veniva solitamente  venduto alle fiere o alle feste di piazza dagli ambulanti che vendevano il torrone.
Spingendo il giocattolo in avanti grazie all'apposita asticella si facevano girare le ruote a cui erano collegate delle appendici di plastica che entravano dentro le braccia del Pulcinella facendogli sbattere i due piatti di metallo.
Oggi introvabile, forse neanche più prodotto, questo oggetto appartiene alla mia collezione personale.





mercoledì 18 marzo 2015

I cagnolini dalla testa che dondola

Abbondavano, tra gli anni 60 e gli anni 70 questi oggettini oggi ritenuti Kitch ma tanto graziosi e divertenti, soprattutto per i bambini: i cagnolini dalla testa che dondola.
Erano alti intorno ai 15 - 20 cm, avevano la testa separata e inserita nel corpo morbido al tatto che, sbilanciata da un peso alla base, dondolava quando la macchina era in moto. Il movimento appariva così fluido e verosimile che certe volte, specialmente quando questi oggettini erano realizzati bene e, soprattutto, ricoperti di morbido velluto, sembravano avere una vita reale.

Oggi è possibile, anche se difficile, trovare ancora qualche cagnolino originale in rete o in qualche mercatino ma ne esistono anche delle versioni nuove che per chi vuole ritrovare un vecchio ricordo ma non è mosso dalle manie dei collezionisti, vanno più che bene... e non costano poi neanche tanto.

originale anni '60
La targhetta dice ORIGINALE 1965 - GERMANIA ma io credo che si tratti di una fedele riedizione commemorativa.



Alternativa ai cagnolini... la gallina che beccava...








lunedì 16 marzo 2015

Il fortino giocattolo "HENRY" della Dulcop

Siamo intorno alla metà anni '70. E questo fortino fu uno degli ultimi giocattoli che mi portò la befana.
Di quel glorioso giocattolo oggi mi è rimasto solo un soldatino, completamente blu, un po macchiato di arancione. 
Sulla basetta la scritta DULCOP made in Italy, nella sua  mano destra l'evidente segno di un moncherino di pistola e in quella sinistra le dita chiuse per reggere un asta e una bandiera... che il tempo hanno portato via.

Diciamo la verità, anche se di tanto in tanto si tenta il recupero del genere west con film film come DJANGO o COWBOY CONTRO ALIENI,  i ragazzini di oggi non hanno alcun appiglio immaginario su cui poter imbastire le trame delle loro fantasie. 
È anche per questo motivo che proprio la DULCOP, una delle più famose ditte di produzione di soldatini negli anni '80 decise di interrompere la produzione di soldatini e produrre esclusivamente bolle di sapone.

Chi, come me, è stato ragazzino in quel periodo in cui non si tendeva a viziare i figli comprando loro giocattoli super costosi, e spesso neanche richiesti dai figli stessi, ogni volta che l'occasione lo consente, avrà probabilmente sviluppato, desiderando un oggetto per tanto tempo, quell'attitudine a sognare l'oggetto stesso... 
Chi riceveva una scatola gioco come questa del fortino Henry, in genere tendeva a considerarla come parte stessa del gioco. Guardava le foto pubblicitarie dei soldatini messe sui lati e si illudeva di convincere i propri genitori ad acquistare anche quelli la stessa cosa, cioè, che capitava quando guardavamo le pubblicità su TOPOLINO.



Le dimensioni di questo fortino in particolare sono: 50 centimetri di lunghezza per 24 centimetri di profondità. Al centro era posto un lungo pennone con bandiera americana sventolante. La cinta difensiva era costituita da un sistema ad incastro a forma di alberi cilindrici messi uno a fianco all'altro. Poi c'era la prigione con tanto di cartellone del ricercato. 







I soldatini erano gli stessi che venivano venduti separatamente in blister e raffiguravano i "nostri" e gli indiani.



UN POCO DI STORIA

Sulla scatola leggiamo FORT HENRY 1822. 

Fort Henry  era   situato alla foce di Yellowstone, dove entra nel Missouri, e fu costruito il 1 ottobre 1822 da un gruppo di 21 uomini guidati dal maggiore Andrew Henry (che insieme a William proprio in quell'anno creò la , che creò la  Rocky Mountain Fur Company) L'avamposto aveva lo scopo di stabilire un avamposto per il commercio di pellicce  per un'area che   comprende la maggior parte del Montana, North Dakota occidentale, parti di Wyoming e  in Canada.
Il sito del forte, che è stato abbandonato nel 1823, si trova a circa 32 km a sud ovest di Williston, Dakota del Nord vicino al Montana. 
 Altri forti di breve durata sono stati stabiliti dallo stesso Henry sulla sua precedente spedizione con il Missouri Fur Company. 
In quel periodo probabilmente la spedizione ebbe diversi scontri con la tribù dei  Sisksika, o Piedi Neri propriamente detti (chiamati così per i loro mocassini tinti di nero)
Difficile trovare un popolo più aggressivo e predatore dei Piedi Neri. Essi erano sempre in guerra contro tutte le tribù vicine: con gli Assiniboin e i Cree, a nord; con i Kutenai, i Corvi e i Sioux a ovest; con gli Shoshoni e le Teste Piatte a sud. E naturalmente, con i bianchi a est. A dire il vero non ingaggiarono mai una vera e propria guerra contro gli Americani, però attaccavano di continuo i coloni e i cacciatori penetrati nei loro territori.  



In realtà esistono anche altri avamposti anche più famosi,  con lo stesso nome mi riferisco al Fort William Henry,  costruito sulla riva meridionale del Lago George nell'antica Provincia di New York, attualmente Stato di New York, Stati Uniti.  Il forte fu costruito su iniziativa del funzionario britannico William Johnson nel settembre 1755, durante la Guerra dei Sette Anni, per proteggere il territorio dagli attacchi dei francesi provenienti dai forti Carillon e Saint-Frédéric.
Nel 1757 il forte fu teatro di uno dei più sanguinosi episodi della Guerra dei sette anni: l'assedio del forte da parte di preponderanti forze Franco-canadesi supportate da un gran numero di Nativi americani.  L'episodio dell'assedio e il successivo massacro degli inglesi in ritirata da parte dei Nativi americani alleati dei francesi è stato narrato nel romanzo L'ultimo dei Mohicani
Altro forte omonimo famoso fu la fortezza sudista nei pressi del fiume Tennessee, attaccata nel 1862 dal  generale nordista Ulysses Simpson Grant (futuro 18° persidente Americano). 





Grant arrivò con due divisioni nei pressi di Fort Henry, Il suo piano era di attaccare la fortezza sia via terra che via fiume.  A causa dell’alta marea, le acque del Tennessee iniziarono ad inondare il forte passando attraverso le falle aperte nelle mura. Travolto del fuoco nemico ed in netta inferiorità numerica per aver fatto ritirare la maggior parte delle proprie truppe, il comandante sudista Lloyd Tilghman fu costretto ad arrendersi ancor prima dell’arrivo delle truppe nordiste via terra.  

E... PER FINIRE

Esistono in rete numerose risorse per costruire da soli alcuni graziosi oggetti: i papermodel o modelli di carte. Di questi, dei soldatini di carta o delle paper doll ne parlerò in seguito... per il momento ecco un interessante link se volete costruire da soli un bel FORTINO con la carta. Non è difficile... al massimo, con una scusa, glie lo fate costruire a vostro figlio e poi ci giocate voi. clicca qui.